Il Senato ha approvato ufficialmente il disegno di legge sulla concorrenza, che contiene un articolo per avviare la riassegnazione delle concessioni balneari tramite gare pubbliche entro il 31 dicembre 2024 con alcuni paletti per premiare gli attuali titolari che finora hanno gestito bene le spiagge
L’articolo 3 del disegno di legge sulla concorrenza, intitolato “Disposizioni sull’efficacia delle concessioni demaniali e dei rapporti di gestione per finalità turistico-ricreative e sportive”, è il frutto del negoziato al ribasso portato avanti nelle scorse settimane dalle forze politiche. Per quanto riguarda il termine entro cui effettuare le gare, la norma dà un anno di deroga in più rispetto alla scadenza imposta dal Consiglio di Stato, dando cioè tempo fino al 31 dicembre 2024 per espletare i bandi alle amministrazioni comunali che dovessero dimostrare difficoltà oggettive a farlo entro il 31 dicembre 2023. Sugli indennizzi, invece, non essendo stato trovato un accordo, il provvedimento si limita a rinviarne la definizione al successivo decreto attuativo, precisando solo che dovranno essere a carico dell’eventuale concessionario subentrante nei confronti di quello uscente.
Alle gare per l’assegnazione degli spazi, potranno partecipare tutti, anche microimprese ed enti del Terzo settore, perciò può essere previsto il frazionamento delle spiagge anche in piccoli lotti. Per la concessione verrà valutata una serie di criteri: dalla qualità dei servizi offerti,principi questi contenuti nella norma UNI EN ISO 9001 includendo anche la facilità di accesso per le persone disabili ,all’impatto ambientale regolato dalla norma UNI EN ISO 14001 fino al tipo di attrezzature proposte, preferendo quelle «non fisse e completamente amovibili». C’è anche una sorta di prelazione per quei soggetti che nei cinque anni precedenti hanno avuto la concessione balneare come unica fonte di reddito. Le nuove regole prevedono un numero massimo di concessioni da detenere per ogni singolo concessionario. Previsto poi un indennizzo per il concessionario uscente a carico del concessionario entrante.
Litorali liberi e canoni rivisti
Il riordino delle concessioni e le nuove assegnazioni dovranno anche tenere conto di adeguati spazi liberi, per accedere e sostare. Quindi non tutte le spiagge potranno essere affidate a privati. Il testo del governo prevede infatti «l’adeguato equilibrio tra le aree demaniali in concessione e le aree libere o libere attrezzate», oltre alla «costante presenza di varchi per il libero e gratuito accesso e transito». Previste sanzioni per il concessionario che intralcerà i passaggi non permettendo la libera balneazione davanti al proprio stabilimento. Ma verranno rivisti anche i canoni annui in base al «pregio naturale» e «all’effettiva redditività delle aree demaniali». Inoltre un canone verrà corrisposto anche all’ente concedente e «da destinare a interventi di difesa delle coste e di miglioramento della fruibilità delle aree demaniali libere».
Gli operatori balneari,potranno inoltre decidere di certificare la gestione delle spiagge anche secondo lo standard internazionale UNI ISO 13009: 2015, e in tal modo dimostreranno ai turisti ed ai residenti di attuare una gestione sostenibile delle spiagge nel rispetto di determinati requisiti di qualità del servizio e delle strutture.
Dettagli del servizio
Diversi sono i benefici che si possono ottenere grazie all’applicazione di questo standard per l’operatore balneare e per la comunità locale, dove il turismo rappresenta una delle principali attività economiche:
- prestazione del servizio turistico migliore e soddisfazione dell’utente;
- rispetto della conformità normativa;
- mantenimento delle infrastrutture ad un elevato stato di efficienza;
- gestione dei rischi ambientali sociali ed economici;
- prevenzione degli incidenti e gestione delle emergenze;
- minor impatto sull’ambiente;
- fiducia da parte delle comunità locali;
- miglioramento continuo;
- contributo alla crescente consapevolezza pubblica verso la sostenibilità;
- miglioramento del tessuto economico e sociale delle località balneari nel loro complesso;
- crescita economica della regione.
Chi può richiedere la certificazione ISO 13009? Gestori di stabilimenti balneari, resort, spiagge libere attrezzate, circoli, associazioni sportive.
Quali sono le macro aree principali su cui si focalizza la ISO 13009?
- un’adeguata analisi dei rischi secondo la dimensione economica e sociale;
- la sicurezza e la gestione delle emergenze;
- la tutela dell’ambiente, la qualità dell’acqua e la gestione dei rifiuti;
- l’accessibilità;
- le infrastrutture fisse e mobili;
- le attrezzature;
- la segnaletica;
- il primo soccorso;
- la comunicazione e l’informazione;
- la pulizia;
- i servizi bar e ristorante;
- il monitoraggio e la valutazione.
ISO ha pubblicato inoltre infatti lo scorso anno lo standard UNI ISO 21902:2021 Tourism and related services — Accessible tourism for all che stabilisce i requisiti e fornisce le linee guida per il “turismo accessibile per tutti”, con l’obiettivo di garantire parità di accesso e fruizione del turismo da parte della più ampia gamma di persone di tutte le età e abilità. Questo documento fornisce informazioni sugli aspetti chiave della definizione di:
- politiche;
- strategia;
- infrastrutture;
- prodotti;
- servizi.
La Nostra offerta
La nostra offerta consiste nel fornirVi tutta la consulenza necessaria per l’implementazione dei Sistemi di Gestione richiesti con un servizio così articolato:
Fase 1-Consulenza di preparazione alla verifica dell’Ente di Certificazione, con la redazione di:
- Manuale integrato conforme alle norme ISO 9001-14001-13009-21902
- Procedure e istruzioni operative relative ai processi interni;
- Modulistica allegata alle Procedure per la gestione del Sistema integrato.
Fase 2-Verifica dell’Ente di Certificazione: Audit di Certificazione da parte di un Ente terzo per verificare la conformità del sistema implementato alle norme ISO citate.
Fase 3-Rilascio dei Certificati da parte dell’Ente, da allegare alla documentazione presentata alle gare
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